fbpx

La maschera, la Bauta e la Moretta

La maschera

L’uso della maschera risale a tempi antichi e le sue molteplici funzioni sono cambiate nel corso dei secoli come sono cambiati anche i materiali con cui è stata prodotta: legno, cuoio , tessuto cartapesta. In tempi remoti era destinata ad usi propiziatori e funerari e successivamente è stata utilizzata in ambito teatrale in Grecia e nell’antica Roma. Nel rinascimento la maschera entra a far parte della vita sociale e si diffonde l’abitudine di mascherarsi per partecipare ad eventi sociali e culturali e perfino a teatro il pubblico è mascherato. La maschera creava l’illusione di abolire le differenze sociali e permetteva comportamenti che andavano oltre la rigida etichetta. Si pensa che la maschera sia stata introdotta a Venezia prima del 1200, durante scambi commerciali con l’Oriente. Al museo Correr di Venezia si trova un documento del 700 dove vengono elencate le 70 maschere più ricorrenti, travestimenti professionali, ma anche maschere del teatro, della Commedia dell’arte nonché la larva, maschera tipica del carnevale del 700. I maschereri che le realizzavano con gesso, carta, colla di farina, pittura, praticamente i materiali semplici che usiamo anche oggi. Tra le più tradizionali maschere del XVIII secolo c’è la Bautache era un abito cittadino utilizzato in ogni stagione da ricchi e poveri, cambiava solo il pregio del tessuto; era costituita da una mantellina con cappuccio che scendeva fino alle spalle. La larva o volto è la maschera indossata per questo travestimento, quasi sempre bianca. La mantellina e la larva erano trattenute dal , tricorno, un copricapo a tre punte generalmente nero che non si toglieva mai, neanche per salutare( a proposito, quando due persone si incrociavano in una calle, su un ponte o in un campiello, si salutavano dicendo ” BUONGIORNO SIGNORA MASCHERA!”) È una maschera neutra, priva di espressione perfetta per non far trapelare nulla e la particolare forma permetteva di bere mangiare senza toglierla. Spesso oggi viene realizzato un modello in cartapesta completo di tricorno ed è noto con il nome di Casanova proprio perché tra i più famosi cittadini della Serenissima che indossavano questo travestimento c’era proprio Giacomo Casanova, scrittore, poeta, diplomatico, ma soprattutto conosciuto con la fama di raffinato seduttore e libertino.

Insieme alla Bauta va ricordata la cosiddetta Moretta o Muta, una maschera ovale rivestita di velluto nero. La moretta ha origine in Francia dove le dame la indossavano per far visita alle monache nei conventi. Fu poi apprezzata dalle donne veneziane di tutti i ceti sociali. Questa maschera veniva indossata chiudendo tra le labbra un bottoncino posto sul retro della maschera stessa e quindi le dame non potevano parlare, da qui il nome di Muta. Si creava così un alone di mistero e la dama svelava il volto e rivolgeva la parola solo dopo aver accettato il corteggiamento del cavaliere. Scorci di questi momenti tra Bauta e Moretta si trovano nei dipinti di Pietro Longhi. Bauta e Moretta vengono spesso acquistati insieme e non solo rappresentano un pregiato souvenir dell’artigianato artistico veneziano ma sono anche rappresentative dal punto di vista storico e culturale.

 

Guarda le nostre maschere veneziane

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizioni all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizioni all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

Costi di spedizione all’estero

EnglishItaly